martedì 8 settembre 2009

hey rosetta! - into your lungs

Troppo spesso mi sto chiedendo quale sia il livello di invidia accettabile all'interno di un'amicizia. Quanto quello di egocentrismo e quanta poca la sensibilità di stare nell'altro. Credevo che la risposta esatta non comprendesse tali possibilità ma forse devo ricredermi.
Sembrerebbe facile fare un passo indietro e riconsiderare certi rapporti con certe persone... Ma se anche l'Amicizia, quella che è sempre lì, non sa essere felice per te, allora che cosa resta?
Così abbasso la testa e mi scuso. Di cosa poi non lo so. Di quello che sono, forse, che è l'unica cosa che mi resta. E allora mi domando se non ha ragione chi mi dice che devo imparare a difendere me. Se non potessi davvero smettere di piegarmi su un dolore che ogni tanto torna se imparassi a sfogare la mia rabbia invece di lasciarla urlare dai cd che ascolto a volume troppo alto per un luminoso pomeriggio che sta cadendo nell'autunno.
Non lo so, ma intanto mi compro l'ultimo album di un gruppo dal nome ridicolo che però di futile e leggero non ha proprio niente. Sono sei, sono canadesi e rendono con un sound tra l'acustico, l'epico, l'immancabile "indie" e l'orchestrale, il grido che neanche la band più nera, sporca e metallara saprebbe strapparmi fuori.
Non lo so descrivere questo disco. Leggo che ha vinto un tot di premi. E mi sembra giusto così. Ci sono delle chitarre arrabbiate e dei violoncelli "strappamutande". E in entrambi i casi mi viene voglia di sbattere qualcosa contro il muro.
Facciamo che oggi deglutisco ancora.
E che magari alzo ancora un po' di più il volume.
Tanto le orecchie sopportano.
Il resto non lo so ma si vedrà.

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