giovedì 16 luglio 2015

LA priest | inji

La mente non serve a niente.
L'intelligenza, la capacità di problem solving. Nulla possono la mia abilità di pensiero e le parole lievi e veloci che vi butto addosso. Potete farmi tutti i complimenti che volete, ma la realtà dei fatti è questa. Che non servono veramente a niente.
Ciò che conta davvero è la materialità dei corpi. Quelli che non vengono ceduti, quelli che non si toccano mai e quelli che franano da dentro nello stesso identico posto. Ancora una volta.
Io sul mio ho indossato le lentiggini - anche se non mi ricordo neppure di aver mai preso il sole. Poi ci ho messo un vestitino semplice, i capelli abbastanza in ordine e gli occhi grandi - ma quelli ce li ho sempre, quindi forse non vale.
Eppure lui mi ha tradita lo stesso. Come avete fatto tutti voi.
Lui mi ha riportato lì e lì ha cercato pure di abbandonarmi.
Lasciandomi sopraffatta dal suo urlo interno. Senza niente da dire. Senza niente da voler ascoltare.
Dai retta a me. Sono i corpi a farti lo spelling della vita. A pronunciare forte ogni singola lettera per fartela capire per bene. E farti smettere di illudere del contrario.
Solo che il mio ha gridato fino a togliermi i sensi. E non mi ha dato nemmeno il tempo di prepararmi.
Ecco perché non lo capisco. Perché non capisco più niente.
Lo vedete da voi che non riesco a farlo.
Quindi approfittatene.
Continuate pure a tradirmi.

lunedì 13 luglio 2015

desaparecidos | payola

Ode alla potenza dei suoni in battere. E di questa settimana bella di emozioni da crollare. Ode a che esistono persone con cui si può parlare - fosse un pomeriggio una notte o un miraggio da abitare - e altre che ti sanno commuovere stando sopra ad un altare. Ode a questo dolore così intenso e agli stati membri da salvare. Ode alla mia ingenuità e a queste cazzo di comunicazioni virtuali. Ode ai volumi, che si possono alzare e ode pure a tutti i capodanni che ci possiamo inventare. Ode alla prossima delusione, che già la vedo arrivare e ode a me e te, che ci sappiamo ricreare. Ode al sogno, dove le mie mille me si ritrovano a coabitare e ode a te, sconosciuto, che oggi mi son fatta conquistare. Ode ai lunedì sera, che non ci voglio stare, e ode anche al fatto che, mi dispiace, ma di me non te ne puoi fregare.
Ode a tutto questo e ode anche al resto.
Ode a tutto quello che avevamo. Sì.
E che hai distrutto con un pretesto.

domenica 12 luglio 2015

nicolò carnesi + dimartino | bandzilla saronno | 11.07.2015

Puoi non mentirmi, per favore?
Considerato che non c'è alcun motivo per il quale tu non possa dirmi la verità, davvero: puoi non farlo?
Che poi io ho già questa innata e pericolosa tendenza a credere nell'uomo. Non dovresti metterti pure tu a ricordarmi quanto sia stupida. Sei d'accordo?
Dovresti dirmi che ti sei dimenticato di me, piuttosto. Con la stessa violenza, con la stessa ineluttabilità che io ci metto per mandarti almeno un pensiero. Ogni - santo - giorno.
Potresti dirmi che i corpi sono caldi - sì, pure il tuo, che non so nemmeno dire per quanto ti ho avuto accanto - e prima o poi tornano a chiederci il conto delle nostre decisioni. Di tutta la musica sparata dentro in endovena. E del modo che ho io di pensare. Quel modo insaziabile e sospeso nel bianco, quasi che urlassi. Sì: proprio come se urlassi.
Di quello che ci riavvicina delle rose gialle e del ritrovarci a ballare in centro.
Non dobbiamo provare.
Noi dobbiamo semplicemente fare.

lunedì 6 luglio 2015

ezra furman | day of the dog

Il fondamento delle cose che si sognano sta nell'aver sempre pensato di voi qualcosa di meglio di quello che avevate in serbo per me.
Sta nel libro mastro delle nostre decisioni. Nel passare la giornata artigliata ad ogni minuto ad ogni respiro ad ogni conquista che poi è questo attimo. E pure quello dopo.
Sta nel non saper prevedere la notte - quella no, non ce la faccio. Anche se poi finiscono un po' tutte allo stesso modo. Con un alba. Nel mio letto.
Forse, però, posso fare qualcosa di più per le parole che non vorresti sentiri di dire. Posso trovare i termini migliori ed i concetti più lineari e desiderabili. Posso sforzarmi quanto ti basta. Davvero: lo posso fare.
Ma poi c'è la verità. Ed il fatto che la gente applica la peggior parte di sé ad ogni informazione di cui viene in possesso. Lo sai vero?
Per cui niente, siamo solo qua. E io più di me non posso fare.
Ma lo farò al meglio.
Accettalo. Ed andrà tutto bene.