
Secondo me lo so che posso dare un senso agli occhi che mi seguono quando passo. E anche a quelli che si abbassano, arrossendo, se mi avvicino, benché siano pagati per guardare estranei che hanno pagato per guardare.
Ne sono capace, certo, è solo che non ho voglia di farlo. Sono troppo impegnata a salvarmi dai discorsi inutili e a ripetere con la necessaria cordialità cose mille volte dette a persone mille volte diverse ma con la stessa disattenzione e le stesse domande nella testa.
Conosco risposte che devono essere date a me e non ad un bisogno altrui. E agende così disordinate e distratte da farmi sentire molto utile molto presto.
C'è un progetto da qualche parte che rimette certe persone nella mia vita così, quasi per caso. Lo stesso che mi sceglie le canzoni nell'ipod mentre mi circonda la bellezza immensamente vuota che assumono le cose quando si vestono di un silenzio e di una calma che non appartengono a loro. E penso alle fotografie in cui non avrei voluto apparire. Quelle che non mi hanno scattato. E le altre che non mi hanno nemmeno regalato.
Su questo disco c'è poco da dire e solo da ascoltare. Magari nel momento giusto, quando timbri profondi e pianoforti sull'orlo delle lacrime non sanno di stucchevole e non tirano fuori solo i tristi pensieri. In fondo non c'è bisogno di sapere troppo quando si trova una musica che sa riempire gli spazi. Quelli esterni, di una città sospesa in un'attesa muta e irreale. E quelli interni, di uno stomaco che non vedrà il pranzo dimenticato sul tavolo di casa e neanche il calore delle persone che hanno smarrito il loro utilizzo di me.
Poi, per fortuna, ci sono altri amici che ci ritrovano al momento giusto. E ci aspettano sempre nelle loro nuove case che intanto diventano vecchie.
Quindi ti prego: vediamoci stasera. Non dirmi di no all'ultimo anche se io l'ho fatto. Ho un cantante della 'tua' Varese da farti sentire. Un ragazzo con quella voce proprio come piace a me. Mandami un messaggio e incontriamoci dove vuoi tu. Invitami ancora da te e dammi le chiavi della tua casa.
E poi, già che sei qui, dimmi se esiste un modo per imparare a dire che si vuol bene a chi non ci ha mai insegnato a dirlo...