Vestiti di carta eleganti. Meravigliosi. Perfetti.
Stoffe di immagini.
Ho provato a tenermeli addosso. Davvero: ci ho provato.
Ho trattenuto il respiro, evitato di alzare le braccia, fatto passi piccoli. Poi mi sono appoggiata alla parete, così stavo su, visto che non potevo nemmeno chinarmi, per evitare strappi e pieghe.
Indossavo vestiti fantastici. Trappole fantastiche.
Poi un giorno ho capito. Un giorno che è sempre e non finisce mai. Un giorno che ora voglio prendere e andarmene, con le mie carte riutilizzate incollate e stropicciate.
Me ne vado - e hai ragione tu.
Ma poi resta sempre la paura.
Di perdere la perfezione. Di perdere un altro te.
Così mentre mi abbracci penso che qualcosa possa sgualcirsi, rovinarsi. E resto ferma. Mentre ti avvicini capisco che non ti devo avere mai se no siamo punto e a capo. E già lo siamo.
Allora parti e vai. Fallo anche tu, prima che possa considerarti mio.
Vai dalle candidate migliori - quelle lo so, ci sono sempre.
Io ho altro da fare e anche se non è vero farò in modo di trovarlo.
Lo trovo sempre.
Tipo ballare da sola.
Per ridurre i vestiti in brandelli.
domenica 20 dicembre 2015
lunedì 7 dicembre 2015
erio | für el
Incontrarti mi fa parlare troppo e tornare a galla i pensieri che non vorrei. Mi ricorda l'ultima volta che ti ho visto. Il fatto che abbiamo bisogno - nonostante tutto - di contare sulle parole. E quando mi fa sentire al sicuro stare in silenzio. Niente ricordi, niente illusioni, tu potresti non essere mai esistito. E tutto il resto è dormire per sempre.
È che siamo inquieti tutti e due - ecco perché non ce la facciamo mai. È che io mi sono stancata e allora o ti sbilanci tu oppure va bene così: mi do per persi anche a questo giro. Non importa quanto mi stai vicino.
C'è sempre la mia pelle a creare un confine. E questi muri che accarezzo perché potrebbero non contenermi più e non riesco neppure a immaginarlo davvero.
Come funziona quando diventi grande? Che ti scopri ancora più sola nella responsabilità di gestire la tua vita senza deleghe o colpe da dare agli altri? Che ci rimani meno male e le chimere le lasci scappare molto prima dei tempi passati?
Funziona che trattieni il fiato per cose diverse e che lasci il tuo nome sui documenti importanti. Che hai ancora sette giorni e che vorresti urlare. Per la musica per l'attesa per te stessa e per le cose che non cambiano davvero mai.
Funziona così. O semplicemente funziona.
Ancora.
Per tutto.
È che siamo inquieti tutti e due - ecco perché non ce la facciamo mai. È che io mi sono stancata e allora o ti sbilanci tu oppure va bene così: mi do per persi anche a questo giro. Non importa quanto mi stai vicino.
C'è sempre la mia pelle a creare un confine. E questi muri che accarezzo perché potrebbero non contenermi più e non riesco neppure a immaginarlo davvero.
Come funziona quando diventi grande? Che ti scopri ancora più sola nella responsabilità di gestire la tua vita senza deleghe o colpe da dare agli altri? Che ci rimani meno male e le chimere le lasci scappare molto prima dei tempi passati?
Funziona che trattieni il fiato per cose diverse e che lasci il tuo nome sui documenti importanti. Che hai ancora sette giorni e che vorresti urlare. Per la musica per l'attesa per te stessa e per le cose che non cambiano davvero mai.
Funziona così. O semplicemente funziona.
Ancora.
Per tutto.
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