Questo utilizzo smodato del mezzo fotografico.
Del dover sempre interfacciarsi con il mondo attraverso il filtro di uno schermo - qualunque esso sia. Quasi fossimo due cose distinte. Quasi come il tuo, che avrei voluto esserci quando si è illuminato ed era proprio quel giorno lì. Così, solo per sapere cosa ti ha ricordato. Così, solo per sapere quanto te ne sei fregato.
Potrei iniziare a sostenere questi occhi aridi incapaci di distogliersi. Sono uomini dritti sull'orlo dei marciapiedi - sulla soglia di due mondi lontanissimi. Sono come potremmo essere noi: sguardi abituati ad incontrarsi senza mediatori culturali tecnologici. Intensità allo stato grezzo contro i nostri discorsi banali mentre dovremmo divorarci di domande. Per la facilità che abbiamo di incontrarci di studiarci e poi di tenerci a distanza di insicurezza. Per la musica che mi sparo sempre nelle orecchie mentre guardo fuori. Mentre ti guardo che tanto poi torno a casa e torna tutto come prima. A girare insieme ai cd che ho fatto. A girarmi indietro per partire alla ricerca delle parole che non ho detto e delle mani che siamo stati insieme e non ci siamo toccati mai.
Per me è come se non avessi pelle abbastanza. E pupille liquide che devono trascinare i ricordi giù nel fondo.
Sì, penso sia così.
Che gioco strano.
Che spreco. Che possibilità.
O forse è solo questo.
Che vita.
domenica 30 agosto 2015
mercoledì 19 agosto 2015
mr. savethewall - the story | san pietro in atrio como | 18.08.2015
Ci sono muri da salvare. E poi ci sono muri contro i quali non piangere più. Basta telefonarci di notte, scendere in città. E camminarci dentro come ad avere ancora i piedi sulla terra e tra le mani pugni di nuvole e acqua.
Ci alzeremo in volo, prima di inseguire noi stessi. Quindi colonizzeremo le terre straniere che sempre rappresentano i nostri corpi. Perché nasciamo inesperti e viviamo senza assuefazione. Quello che impariamo non va mai bene per la volta successiva dato che la volta successiva è già un'altra cosa completamente diversa.
Puoi ricordarmi altro, è vero. Ma sono solamente i miei vecchi punti di riferimento e io per questa estate ho deciso di ritrovarmi altrove.
Però è strano, sai. Che mi chiedano di te come se dovessi davvero ritornare. Mentre tutti mi dicono che abbiamo sempre tempo e invece abbiamo solo questo tempo, non un tempo in generale. È così difficile da capire?
Mi ricorderò di un momento che arriva e dell'esserci veramente dentro insieme. Prima che ti richiamino a salvare il mondo.
Mi ricorderò di questo, mentre me ne vado.
Stai tranquillo.
Mi ricorderò di te.
Ci alzeremo in volo, prima di inseguire noi stessi. Quindi colonizzeremo le terre straniere che sempre rappresentano i nostri corpi. Perché nasciamo inesperti e viviamo senza assuefazione. Quello che impariamo non va mai bene per la volta successiva dato che la volta successiva è già un'altra cosa completamente diversa.
Puoi ricordarmi altro, è vero. Ma sono solamente i miei vecchi punti di riferimento e io per questa estate ho deciso di ritrovarmi altrove.
Però è strano, sai. Che mi chiedano di te come se dovessi davvero ritornare. Mentre tutti mi dicono che abbiamo sempre tempo e invece abbiamo solo questo tempo, non un tempo in generale. È così difficile da capire?
Mi ricorderò di un momento che arriva e dell'esserci veramente dentro insieme. Prima che ti richiamino a salvare il mondo.
Mi ricorderò di questo, mentre me ne vado.
Stai tranquillo.
Mi ricorderò di te.
martedì 4 agosto 2015
terra matta | passi nella neve - corno d'aola | 02.08.2015
Mi sono rimaste le montagne addosso.
I sedili d'erba, la terra sotto le mani, le conversazioni con le cascate e gli abbracci caldi che sanno dare i ponti di legno.
Mi sono rimasti i monologhi interiori, le parole che mi sono riversata contro e la rugiada dei mirtilli. Prima delle mie lacrime.
Sono partita sola e sono tornata con me stessa. Mi sono portata a casa un bel po' di pezzi e poi li ho rimessi nello zaino per risalire di nuovo, per ricercare un'altra volta l'emozione che è come la prima. Per raccontarti come mi parlo il mondo, da che sono così.
Sono di nuovo su.
Ed essere qui toglie i ricordi. Che è tutto il mio amore non voluto e poi è solo un passaggio obbligato sul calendario che nulla può quando il teatro trova nei monti la sua scenografia perfetta.
Ecco perché me ne sono dimenticata. Perché mi piace quando mi siedo vicino, quando mi aspetti ai concerti impossibili, quando me ne frego e quando anche tutti questi messaggi non serviranno a niente.
La differenza è che questa volta lo so. Lo so già da ora.
E cambia qualcosa a livello di sangue.
Come questo sole, che è pregato di scaldare.
Come questo eroe, che è pregato di lottare.
Come questo istante, che è pregato di restare.
I sedili d'erba, la terra sotto le mani, le conversazioni con le cascate e gli abbracci caldi che sanno dare i ponti di legno.
Mi sono rimasti i monologhi interiori, le parole che mi sono riversata contro e la rugiada dei mirtilli. Prima delle mie lacrime.
Sono partita sola e sono tornata con me stessa. Mi sono portata a casa un bel po' di pezzi e poi li ho rimessi nello zaino per risalire di nuovo, per ricercare un'altra volta l'emozione che è come la prima. Per raccontarti come mi parlo il mondo, da che sono così.
Sono di nuovo su.
Ed essere qui toglie i ricordi. Che è tutto il mio amore non voluto e poi è solo un passaggio obbligato sul calendario che nulla può quando il teatro trova nei monti la sua scenografia perfetta.
Ecco perché me ne sono dimenticata. Perché mi piace quando mi siedo vicino, quando mi aspetti ai concerti impossibili, quando me ne frego e quando anche tutti questi messaggi non serviranno a niente.
La differenza è che questa volta lo so. Lo so già da ora.
E cambia qualcosa a livello di sangue.
Come questo sole, che è pregato di scaldare.
Come questo eroe, che è pregato di lottare.
Come questo istante, che è pregato di restare.
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