Sono ritornati gli hey rosetta! e avvisatene il mondo - per favore.Un po' sempre loro. Un po' sempre acusticamente incazzati. Un po' sempre di quel paese lì che poi in italia per un concerto non ci passano davvero mai.
Qualcuno mi parlerebbe di 'aggressività con eleganza'. Ma qui per una volta non c'è nessuno a cui fare del male. Neanche se stessi. Si tratta piuttosto di fare come in quella canzone che scivola negli ansimi, fino a quando non si scoppia a ridere insieme. E così è ancora più divertente.
Questione di condivisione, ok. Ma anche di contaminazione.
Che prenderti tu i miei germi e raccogliere io le tue spore è forse la più grande dimostrazione che potremmo farci. Per noi che vogliamo la coreografia del rosso sangue e non quella dei palloncini a forma di cuore e delle tovaglie porpora che addobbano i locali in cui poi non ci restiamo mai.
E se i miei occhi sono lucidi non potrò mai dare la colpa alla congiuntivite. Così che poi anche tu ti ritrovi con la maglia umida come la mia. E mentre piango fuori piove. E se qualcuno non si sbaglia mai, resta comunque soltanto il calore dei nostri corpi per farci asciugare tutto addosso.
Mi dirai che ci incanteremo a guardare il vapore che faranno lacrime e sudore quando se ne vanno. E non ne capiremo neanche più la differenza.
Ti dirò che non voglio perdermi la metamorfosi delle nostre mani in solide radici leggere. Per questo continuo a guardarle.
Anche al buio.
Anche quando sono in posti in cui non posso vederle.
Continuando ad aspettare di tenerci su insieme.
Quando invece lo stiamo già facendo.
Anche al buio.
Anche quando sono in posti in cui non posso vederle.
Continuando ad aspettare di tenerci su insieme.
Quando invece lo stiamo già facendo.
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