Che bisogna arrivare fino a qui per essere in prima fila.
Prendersi tutta l'idea del viaggio. Programmi pioggia soldi musica benzina verso la distanza che intanto siamo sempre più vicini.
Con te. Accanto a te.
E vederli finalmente insieme.
Persi nei rispettivi pensieri che ci riguardano a vicenda e ce li fanno vivere nel nostro personalissimo intenso modo.
E forse è per questo che - nel bene e nel male - li trovo sempre bellissimi.
Lì. Statici e cattivi.
E io qui. A buttare contro il palco la mia voce che poi si scontra con quella che esce dalle casse e diventa tutto potentissimo. Dentro.
Nell'attesa non riesco a stare ferma. Vibrante come la bambina che mi hai fatto ricordare tu essere ancora. Nella musica non riesco a non cercarti. Affascinata da quanto sappiano portarmi via queste parole. Ed allo stesso tempo lasciarmi ancorata a te.
Ho perso il conto ma ogni volta è un'esperienza nuova. Aria fresca che non è solo il vento che sembra seguire i battiti. Acqua che lava via l'eccesso e resto fino all'ultimo. Fino a quando non si devono coprire gli strumenti per rendere tutto questo possibile, da un'altra parte.
Dove stai tu.
Dove tornerò io.
E poi di nuovo verso casa. Dando alle stesse parole nuovi significati.
Sporchi e puri. Come mi hai insegnato tu.
Per aiutarmi a vedere quello che c'è di pulito.
E ora che risplendo dentro. Non chiudere gli occhi.
Io mi lascio abbagliare.
"il mondo esplode intorno a te / ma il giorno crolla dentro di te.
ti maledici perché sei diverso / ma non puoi sceglier cosa sei
e ti appartiene anche se ti fa male / tu lo sai che lo rivuoi"
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