Il fango è sempre quello.
Quello che c'era lì.
Pantaloni un po' più larghi e scarpe sporche in cerca di una pozzanghera dove saltare.
Distacco sospensione poi giù.
Acqua.
Contro le nostre cerate gialle splendenti che ci proteggono da una pioggia che non arriverà mai.
Sole.
Piccole e lucide attorno a questi suoni perfetti. Silenzi che sono come musica - o l'esatto contrario. Vibranti contro i nostri stanchi equilibri.
La prima cosa che ti ho chiesto è stata di portarmi qui.
La seconda cosa che ti ho chiesto è stata di portarmi qui.
Oggi.
C'è qualcosa di buffo nei biglietti presi mesi prima, perché non puoi mai dire cosa accadrà nel frattempo.
C'è qualcosa di buffo nei posti in cui andavi sempre, perché non sai mai quando e come potrai tornarci.
Io e tutte le altre me.
Noi.
Raccontami di come mi hai conosciuta e tienimi sospesa in una voce che è vento.
Non permettere al pensiero di arrivare al mio stare. Aiuta solo a distogliere gli occhi da dove bruciano veramente.
Tempo.
Che è trasparenza sollievo intensità pace neve bianco e fango.
Allora continua nella mia mano che c'è una sola cosa da fare.
hoppipolla...
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