lunedì 5 ottobre 2009

bloc party - silent alarm

Questo è un vecchio album. 2005. Vecchissimo per i tempi di vita della musica di oggi.
Non è una scoperta tardiva: sta nella mia musico-teca da quando amici in visita se lo portarono in viaggio fino a me e oggi lo scelgo soprattutto per una canzone, banquet.
Perché l'ho ascoltata troppe volte e molte volte l'ho ballata grazie a chi sapeva quando mettermela su. Perché è finita in tutte le compila fatte per spiegare me. Perché il mio iPod la riconosce tra le più gettonate e me la sceglie senza che glielo dica.
Poi sabato sera l'ho sentita una volta di più ed era la prima. La prima che era qualcun altro dietro la consolle. La prima che ho guardato intorno e ho visto per un attimo lo splendore dell'amicizia che, nonostante tutto, si dimenava con me. La prima che ho capito di fare qualcosa di sbagliato per riempire quello che forse non è così vuoto come credo.
Questo è un disco concepito per un viaggio notturno, possibilmente in un'autostrada deserta. O almeno io lo vedo così.
Non sono in macchina ma viaggio di pensieri in questa notte in cui mi manca quello che ho, aspetto quello che non ho e non rimpiango quello che ho perso.
Stare male è un rifugio conosciuto e non è ammesso per chi non hai mai voluto veramente. Oppure hai cercato solo per non volere qualcun altro.
Ci sono cose che non si possono fare e non si possono provare: non è fuggendo su labbra sconosciute che si cambiano. Ci sono sensazioni che si vogliono e non si vogliono sentire. Sarebbe bello capire in anticipo quali evitare delle prime per non incappare nelle seconde. O forse trovare il coraggio di rinunciare alle prime, che troppo spesso si sa già come va a finire.
Questa è la musica per la mia me di oggi. Voglio che compliments mi accompagni nel sonno col suo ritmo cantilenante. E domani svegliarmi senza una giornata completamente vuota da portare a termine. O almeno piena di qualcosa che possa veramente spegnere l'allarme che urla silenzioso dentro di me.

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