lunedì 12 ottobre 2009

the zen circus - andate tutti affanculo

Mi rendo conto che ogni tanto scivolo a vivere in un altro mondo.
Un mondo per me perfetto, in cui la gente pensa quello che ti dice e fa quello che ti promette di fare. O almeno ci prova.
Riesco anche a crederci che sia possibile un mondo così. A volte per molto tempo, altre solo per alcuni istanti. Ma alla fine ritorno sempre a quello vero, realizzo la realtà delle cose, e mi sento invischiata in una strana combinazione di rabbia e impotenza.
Incazzarsi non serve quasi mai a niente. Farlo in ritardo, poi, è "roba da idioti", proprio come essere stronzi quando non se ne è capaci. Parola di Appino.
Quindi niente: s'è perso anche a questo giro. "Ci siamo fatti grandi, è andata ormai". E io non posso fare a meno di scrivere questo post con le parole del Circo Zen.
Per come sono fatta, questo disco è una fonte inesauribile di citazioni. Un po' perché io li adoro, questi tre toscanacci strafottenti ed irriverenti, che mi ricordano serate piacevoli e momenti di forzata felicità, quando li ho messi su per farmi contagiare dal loro ritmo sboccato e sincopato. Un po' perché - pur non potendomi togliere dalla testa la sua immagine tamarrissima, in canottiera e riccioli sciolti al Magnolia - mi ci ritrovo in quello che dice Andrea. Nelle sue sentenze lapidarie, emesse in quel caratteristico modo di cantare tra lo sbruffone e l'impegnato, che non fanno sconti a nessuno.
Proprio come me oggi.
Lo so che non si dovrebbero fare i conti in tasca alle persone a cui si vuole bene, però oggi rivendico un freno all'egocentrismo di chi mi rinfaccia di non esserci. A quello di chi non trova il tempo per fare un passo verso di me, quando io ho già fatto quasi tutto il cammino. E a quello un po' strano di chi ha pensato qualcosa ma poi però non la dice anche a me.
Ho deciso che non voglio permettermi di restarci male. E per farlo c'è solo una soluzione:

un egoista per necessità
necessità di vivere che non l'hai chiesto te
un egoista solo perché
di vecchi stronzi e falsi ne hai subiti troppi e...

O forse due: alzare il telefono e accordarsi per il solito aperitivo, al solito posto, con il solito Muller.
E magari andarci con gli Zen a volume sufficientemente alto nelle orecchie. Che sono sempre loro e fanno il loro sporco lavoro. Estremi. Orgogliosi. Disillusi.
Perdenti per sempre, perfetti per oggi.
Andate tutti affanculo.
E così sia.

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