sabato 16 gennaio 2010

vasco brondi - cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero

E tu mi dici che sono contenti di te. E te lo fanno capire ad insulti e disprezzo. Questo te lo ricordi? Con le nostre memorie che hanno un difetto di fabbricazione congenito perché non è possibile che dimentichiamo sempre le cose brutte. Notti di conversazioni troppo contorte e restano solo muri di parole su finestre di uno schermo. Impareremo mai a difenderci? O a smetterla di perdonare?
La frutta che ho portato è più brava a riempirmi la punta delle dita di arancione che lo stomaco di energia. Ho fame di reazioni in questa mattinata che ho sbagliato a puntare la sveglia ma poi al lavoro ci sono arrivata in anticipo lo stesso. Perché ho perso una voce ma a richiamarmi al mondo ci pensa una compagnia telefonica che mi rinnova una promozione di cui non ho più bisogno.
Allora avanti, cercando il mio ritmo in una raccolta di canzoni. La parola che suona in quel momento nel sacchetto di una passante. Stupirsi come un mimo senza fiore da estrarre. Solo scale reali da salire e un libro di cornici sbreccate. Con talmente tante colonne sonore che si possono sentire anche se lo si legge in silenzio.
C'è qualcuno che conosci che ha trasformato degli edifici in quadrati bianchi e neri. E ce li fanno vedere in un posto che conosco ma non ricordo dov'è. Facciamo che mi tengo questi quadri di carta. Polverosi, sporchi, graffiati e sanguinanti. Neorealismi di una sottospecie di una nuova generazione che mi fanno meglio e mi tengono lontana da te.
Un pittore vicino a scadenza mi dice: Se potessi esprimerlo con le parole non ci sarebbe nessuna ragione di dipingerlo. Poi c'è un ragazzo che quello che bisogna tirare fuori riesce a dirlo con le sue frasi spezzate e incongruenti, così profondamente personali da diventare pubbliche. E poi le se anche suonare. E soprattutto urlare.
C'è un suo frammento di vita catturato da una persona che non conosce. Io non la conosco più ma abbiamo perso i conti delle multe da pagare per i nostri divieti di fermata e di sosta nelle reciproche teste.
Mi fischiano le orecchie. Per la musica troppo alta non per altro motivo. In ogni caso, mi fa male la mente - puoi spegnere le luci per favore?

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