martedì 2 febbraio 2010

miami ancora - 06.02.2010 leoncavallo

32 chilogrammi. La metà di me. E solo 5 giorni.
Passo il pomeriggio nel piacere di riempire la valigia di cose che non mi serviranno, e già lo so. Perché me lo voglio sentire tutto il peso del superfluo. E cancellare l'abilità di compattarmi la vita nei 15 chili ryanair che avevo quando prendevo e partivo. Quando la vita me la dovevo costruire e non cercare di trasportare.
Ma siamo ormai diventati noi. Sul palco ci sono ragazzi che ci sembrano piccolissimi e non abbiamo abbastanza vestiti eleganti nell'armadio. In altri posti ritroviamo persone già conosciute e ci scambiamo i lavori e non più il tempo libero.
Tutto quanto può essere buono a sapersi e strappare un sorriso. Un solo sguardo può deluderti: dipende tutto da chi lo fa.
Se non parli con gli sconosciuti, ne sarai sempre circondato. Ma qui ce ne sono davvero troppi. E troppo uguali nel loro voler essere diversi. Come si fa con la musica imperfetta e lo spazio insufficiente?
Mi attacco a chi mi è vicino e lascio andare chi vuole stare accanto alla porta. Ma come possiamo perderci quando abbiamo la capacità di ritrovarci girando e stando fermi. E di farci strada in un muro di folla?
Siamo noi e ci accontentiamo di questo. Di sentirci il fumo addosso e perdere la voce. Di conservare un foglietto rovinato dal nostro darci un programma dove nessuno ce l'ha e il nostro piacere nel scoprirci di fianco alla stessa faccia impressa nel cd che abbiamo in mano.
Siamo noi e anche se domani partiamo alla fine siamo sempre qui.
A chiederci negli occhi di poter continuare ad amarci ancora...

Nessun commento:

Posta un commento