Le lacrime sono universi in caduta libera sulle guance.Sono suicidi non volontari di volti emozioni nomi ricordi oggetti situazioni. Mondi umidi incastrati in piccole bolle salate destinate a schiantarsi in basso. Od evaporare silenziose su dita, labbra e stoffe.
Che a vederla così mi prendo il mio momento da dio iperattivo. In attesa di lettere senza indirizzo per capire se esisto davvero. Venerato, pregato ed interpellato ma comunque incapace di usare il suo effimero potere per annegare pesci fintamente dorati, capaci di mille stratagemmi pur di continuare a risalire la corrente.
Penso che dovrei fregarmene. Canticchiare canzoni nella testa e spostare i pensieri come rami di alberi per farmi spazio. Smettere di appendermi alle cose aggiungendo peso al peso. E aprire le braccia.
Poi guardarti.
In mezzo a quella che è tutta la mia vita.
E spesso non me ne sono neanche resa conto.
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