mercoledì 9 novembre 2011

the zen circus | nati per subire

Grazie per avermelo chiesto nel momento esatto in cui stava accadendo. Che risponderti "sì" è stato tutto il mio aggrapparsi a quella parola per rendermene conto davvero.
E' tutto finito.
E novembre ci riversa addosso il suo animo triste.
E' tutto finito.
E come diceva qualcuno, se c'era da vincere forse questa volta vinceremo.
Ora non restano che i nostri occhi avidi di silenzio. Le nostre orecchie gravide di stanchezza. E le parole inesistenti di una canzone che parte e vorrei ascoltarla insieme a tutti voi. Che parte ed è finito tutto. Ed abbiamo fatto bene.
Non ci abbracciamo. Quasi non ci guardiamo. Ma ci tiriamo addosso i sorrisi e le lettere dei messaggi mandati in piena notte. Poi finiamo comunque ad attaccare i prezzi sui prodotti seducenti dei centri commerciali. Nonostante tutti i soldi spesi in libri cinema viaggi teatri e concerti che ci sono serviti per essere noi. Nonostante non siamo altro che noi.
Una mattina dopo l'altra per ricordarci che cosa ci stiamo a fare. Doccia colazione parole sbadigli pensieri. Poi basta un messaggio e ci dimentichiamo tutto standoci completamente dentro. Sognando marmotte ammaestrate e suicidi impossibili fino a risvegliarci in un urlo.
Ho perso troppi treni correndo intorno. Ma adoro i bus dei pendolari quando assomigliano a quelli della gita delle superiori. Che mi sembra di andare chissà dove e invece sto semplicemente tornando a casa.
Che mi sembra semplicemente di tornare a casa e invece sto andando in un posto fantastico.
Avvolgimi di silenzio.
Che è tutto quello di cui ho bisogno.

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