Ho capito di avere un grande difetto.
Credo nelle cose.
Credo nelle storie d'amore e nella potenza dei sentimenti, quando sono chiamati a fare il loro dovere. Credo a te, quando mi dici che sono sempre splendida e le mie lacrime si trasformano in sudore. E credo al potere di questi sei demoni vestiti di musica di darmi tutto quello di cui ho bisogno ora, adesso.
Credo.
Poi qualche volta ci azzecco anche. Per fortuna.
Dandomi l'alibi per continuare a credere di nuovo. E siamo sempre daccapo. E sono sempre io.
Io che mi serve un altro concerto per capire fino in fondo questo nuovo album. Fatto di terre perfette che poi bisogna anche saperle abitare. Dove si costruisce per distruggere e si cambia per restare allo stesso posto. Incollati ad un sogno che si trasforma in ossessione e non diventiamo più noi.
Oggi ci riconosciamo nell'oscurità ma non siamo poi così pazzi anche se ci viviamo in questo modo e chissà da dove la tiriamo fuori l'energia di questa sera, esattamente. Perché non sono sicura che venga tutta da loro ma io credevo di averla esaurita già da un bel po'.
Saliamo in macchina e culliamoci nelle parole.
Stiamo tornando da noi.
l'inferno è vivere da re | cercando solo prove intorno a te | che quel che hai fatto è giusto | quando realizzerai | che il potere della tua gioventù | e quel che hai fatto era un'assurdità | che non potrai cambiare più | che non puoi cancellare più |
allora l'onestà emergerà | come un tatuaggio in faccia | niente brucerà di più |
e oggi ho avuto un dono | io so chi sono
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