Vi voglio raccontare una cosa.
Nella casa in cui abito ci sono sette appartamenti e tre gatti (particolare nient'affatto secondario). In questi sette appartamenti vivono persone molto diverse e molto particolari e vi spiego perché. C'è chi ti fa appoggiare sul tuo scheletro e chi rincorre alianti caduti. C'è chi toglie l'energia negativa dal vino e chi fa un lavoro che non ti basta un viaggio in macchina per indovinarlo. C'è chi passa tre province al giorno pur di non andarsene e chi adora prendersi pugni nello stomaco per capire meglio chi è.
Tutti questi personaggi si incrociano, si sfiorano, vengono, vanno, ascoltano musica a volume troppo alto oppure la suonano e nessuno li sente, invitano altre persone, salgono, scendono e - chi più chi meno - coccolano e sfamano i suddetti tre gatti.
Punto di riferimento per ognuno di loro è l'abitante più anziano della casa - che tutti cercano di evitare e di cui tutti si preoccupano, vero e proprio collegamento e momento di scambio non voluto di informazioni tra tutti loro.
Insomma: più o meno è così che va la vita di tutti i giorni nella casa in cui abito.
Ma - come ben si sa - poi la vita non è mica uguale tutti i giorni. Per esempio, ci capitano dentro anche delle cose brutte, che la interrompono per un po'. Ma ci capita anche dentro che da quello spazio vuoto lì che lasciano le cose brutte poi nasca qualche cosa. Ed è così che una sera tutti gli inquilini si trovano nello stesso posto nello stesso momento. Per scoprire quanto sono stupendamente simili nella loro diversità. O stupendamente diversi nella loro similitudine, che forse rende meglio l'idea.
Giusto per capirci, è uno di quei momenti in cui puoi mandarmi un messaggio per dirmi solamente che la vita è meravigliosa. E io in quell'istante lì ci credo. Perché inconsciamente lo stavo pensando già.
È uno di quei momenti in cui le porte sono tutte aperte e puoi venire da me a concludere la serata tra tisana e musica. E dirmi che faccio le cose che faresti tu. E stare insieme sul divano con la testa leggera.
E pensare che siete sempre stati lì, così vicini.
E pensare che siete lì.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Ci vuole una frattura per accedere ad un altro mondo.
RispondiEliminaNon esiste frattura piacevole. Ma quello che sta dall'altra parte vale il dolore. Fidati, è così.
M.