martedì 23 ottobre 2012

bill viola | reflections | villa panza

Voglio un mondo al rallentatore.
Dove ogni singolo gesto è pieno ed esasperato. E dove l'acqua scorre in minuscole goccioline che ti avvolgono e separano i sensi.
In questo mondo non puoi far finta di non capire l'intensità di due mani che si sfiorano e poi si aggrappano. Qui muori un attimo, ma puoi anche decidere di tornare indietro. Oppure hai fatto l'esatto contrario: sta a te decidere. Tanto il risultato è lo stesso e resteremo per sempre tu con i capelli asciutti ed io con la pelle commossa.
Dormo in apnea e nessuno può disturbare il mio sonno. In questa atmosfera anestetica che dentro ho solo il colore di novembre. Gli specchi mi passano attraverso. Sono così trasparente che i loro occhi non riescono ad afferrarmi in questo continuo gioco di sguardi e di schermi.
Eppure abbiamo le dita spoglie, le guance arrossate e gli occhi luccicanti che rendono più belli i nostri visi.
Noi non prendiamo scelte, perché non è questo quello che ci interessa.
Noi semplicemente ci buttiamo dentro.
In quest'arte che riflette la nostra immagine e noi ci riflettiamo sopra. Affascinante gioco di parole.
Per quanto ancora riusciremo a nasconderci?

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