Ho cambiato i pronomi personali delle frasi.
Ti ho eliminato dai miei tempi verbali.
Ti ho adagiato, rannicchiato, nello spazio che ho dentro. E ti proteggo ogni secondo dal vuoto che altre persone potrebbero portare.
Ho scoperto che è facile sai. Tirare indietro la testa. Spostare le mani. E poi raccontartelo mentre compro vestiti per la bambina che non sono più.
Gli alternativi con la casa pagata da papà non fanno per me. E i sostantivi sono vitali: non devi usarli a caso quando stai con me.
Per questo torno qui. A scrivere fino a salvarmi la vita.
Eterna giulietta. Con la morte a tempo determinato.
Mi hai abbracciata e non me lo aspettavo.
Mi hai delusa e forse già lo sapevo.
Oggi voglio sono una cosa. Ed è dormire.
Svegliami quando sono famosa.
Non in generale. Ma in te.
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