Bisogna cambiare la materia di cui sono fatti i sogni. Per poter correre sul palco e sui campi della pianura padana. Si deve imparare a sorridere dalla paura. Per essere felici da far schifo e non rovinare tutto con il pensiero che poi non sarà più così. Inevitabilmente. Visto che siamo corpi mutanti con pretese da supereroi.
Siamo ballerini scoordinati da cui si stagliano ombre bellissime. Lunghe e sottili e splendide per il solo fatto di sottintendere il sole nella loro esistenza. Con questa capacità di esprimere emozioni proiettate restando sostanzialmente uguali. In quel mondo popolato da viscidi insetti chiamati esseri umani.
È come un violoncello che parte dove prima c'erano solo chitarra e voce, lo sai? Con la tua mano sopra la pancia. E sotto i bassi che vibrano nello stomaco e non importa se poi non c'è uno straccio di mezzo pubblico che ci riporti a casa. Perché scioperano o perché ci sono feste più importanti di noi a cui andare.
Mi dici che la notte è una droga per te che ci lavori dentro. Mi racconti di una vita che si chiude e di come un messaggio abbia la potenza di spalancare un futuro. Mi lasci addosso i segni del tuo passaggio su di me e tutti penseranno male mentre a me scappa quasi da ridere.
Perché tutta questa roba qui.
Per questo unico momento.
Penso proprio di poterla chiamare.
Felicità.
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