Se arrivi in città dalla parte sbagliata, hai sempre il sole negli occhi. E la tenacia dei fiori che sbocciano ai lati delle strade statali mentre le percorriamo ogni mattina senza guardarci negli occhi.
Sei perso su altri schermi o nelle città in lotta contro le visite dei presidenti americani. Ma è così bello sentirti vicino ora che sei alla mia altezza anche senza gli scarponi ai piedi. Adesso che aprile arriva e - per una volta - mi coglie troppo pronta. Al punto di innamorarmi per un minuto nei foyer dei teatri oppure nei muri d'aria rossa che fanno i pezzi potenti.
Ti ricordi quando eravamo insieme e quello scrittore ci ha detto di lasciar perdere i ragazzi di provincia? Ecco, io sarei per dare fuoco alla città deserta con la carta dei giornali che nessuno legge più. Così magari torno a te e vediamo se aveva ragione lui oppure la mia fantasia romantica.
Quante guerre civili tra gli organi interni per essere qui. Timori tremori e strategie fallimentari, quando per vincere bastava togliersi le maschere che ci volevano brillanti.
Trionfo come un'esplosione di musica dopo il silenzio.
E alla fine di tutto mi ringrazi tre volte.
E tu non lo sai neanche che questa sera eri accanto a me nella battaglia.
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