sabato 17 gennaio 2015

steve mccurry | oltre lo sguardo | villa reale di monza | 17.01.2015

Le stazioni il sabato pomeriggio sono piene di adolescenti vestiti malissimo. Sopraffatti dalla loro mancanza di gusto ma convinti di essere alla moda. Un po' come le relazioni che mi riguardano. Capaci di rovinarsi di dosso il bello nel girotondo di poche ore pensate bene. Certe di riuscire a nascondersi dietro una pretesa assenza di legame che solo per il fatto che siamo qui, scusa, ma c'è qualcosa di intrinsecamente assurdo in quello che succede.
Se vuoi possiamo parlare di livelli di prossimità, e allora ok. Ma questo non toglie che anche nel poco io pretendo comunque una certa eleganza. L'ho sempre fatto e questa è la base della mia inadeguatezza al mondo - come è evidente ma oramai è così.
Per me che a una confidenza non può seguire un'assenza. E una notte di parole non può tramutarsi in silenzio, quasi non fossimo neppure stati vicini, io e te.
È fuori dal mio orizzonte mentale, riesci a capirlo?
Sono le leggi di questo mondo reale ed il suono attutito che fa la mia impotenza. Lo stringere dei polpastrelli attorno a questo singolo istante e tutta la fiducia che voglio dargli di potermi ancora sorprendere. Quasi che tu per la prima volta riuscissi davvero a regalarmi sconcerto.
A me che contro ogni evidenza.
Quando sento che una cosa potrebbe essere bella poi me ne sto lì ad aspettare che lo diventi per davvero.
Prima di schiantarmi nella non trasparenza.

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