È bastato alzare la mano e salutarti. Sorriderti, mentre mi passavi vicino. Quasi fosse andato tutto bene. Quasi non fosse strano ritrovarti per un attimo in me. Proprio ora che ho rivissuto tutto quel momento in qualcun altro.
È bastato colorarsi gli occhi. Seguirti, fare anche mio un piccolo pezzo della tua vita. Lasciarmi cambiare la serata. E lasciare che poi devo fermarmi i pensieri per non sentire sempre lo stesso. Ora che non voglio più sentirmi di meno.
Sediamoci allo stesso tavolo, piuttosto. E facciamo le nostre riunioni di lavoro dove non manca mai il vino. Progettiamo il meglio - perché è quello che sappiamo fare. Ed esercitiamoci a stare distanti - perché non mi voglio più fare del male.
Saprò ripiegare le illusioni, a questo giro. Cadere dolcemente. Per evitare il suono strano di quando si tocca il suolo troppo forte. Ammaliata di parole e attutita di musica. Mentre mi vogliono spiegare l'arte, rubandomi l'unico istante che ho per capirla davvero.
Come faccio a non volerti?
Dovrei girarmi e continuare a correre.
Perché sono nata per cercarti.
E sono cresciuta, così posso lasciarti andare.
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