È come se ci fosse un limite alla delusione. E io ne fossi pericolosamente vicino.
Il passato, che è solo una storia che raccontiamo a noi stessi. E poi il corpo, che ci pensa lui a decidere dove si depositerà il tuo dolore.
E così sono ancora in fila. L'ennesimo esame. La pancia gonfia di quello che non accadrà mai.
E la stanchezza. Perché non è vero che fa male solo la prima volta.
Possiamo provare a crederci, possiamo abituarci - in un certo senso. Possiamo pure fare finta di niente e sorridere. Ma io ti sto dicendo altro - contornando me stessa come gesso bianco - e tu non te ne accorgi nemmeno.
Dove sei?
Davvero, dimmi dove te ne stai. Mentre io mi sento a casa nelle cose di cui gli altri se ne fregano. Nelle voci da urlare ancora una volta. Negli oggetti rotondi incastrati negli scatoloni che è un po' come essere in trappola pure io.
Tu abbracciati.
Perché nella mia guerra per trattenere la bellezza non mi sono accorta che la vittoria non stava in questo.
Ecco, penso che stia un po' tutto qui.
La vita che passa ad uscite discografiche di un gruppo in cui ricado sempre. Il mio oggi. Quello che sono.
Possibile che non riesci a capirlo mai?
è tutto più chiaro sai
se non puoi decidere
hai solo una regola
devi solo vivere.
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