mercoledì 6 luglio 2016

calcutta | mainstream

C'è un marchingegno che non capisco. Qualcosa legato al fato. O forse al caso.
C'è questa cosa, che ogni tanto ci si deve ritrovare. Senza toccarsi mai, senza parlarsi. E ti prego vattene e lasciami stare.
Perché sei tu - non mi posso sbagliare - e sulle spalle ti porti il cadavere che hai sempre avuto dentro. Solo che questo è reale.
Perché ci sono io, una città semi aperta. E di lato qualcosa che è più piccolo del mare. Io, che ho il tramonto da gestire, nulla più da ricordare e tutto il sollievo di non chiederti più di poterti abbracciare.
Siamo andati. E ormai lo so quando è l'ultima volta che ci possiamo incontrare. Siamo andati lontano. E continueremo a farlo, pur di poterci vedere.
Ho deciso di lasciarti una possibilità. Di farti provare. In fondo ti stai impegnando - forse perché non conosci il muro che dovresti espugnare. Ho deciso di lasciarti andare, di lasciar andare. Che arriva l'estate ed è così bello ridere invece di dover pensare.
Qualcosa succederà - succede sempre. Non lo devi neanche aspettare.
Perché quando siamo di mezzo in due.
- funziona sempre così.
Tocca sempre a noi decidere come stare.

e allora dimmi che cosa mi manchi a fare
ti prego dimmi che cosa mi manchi a fare
tanto mi mancheresti lo stesso che cosa mi manchi a fare
ti prego dimmi...
me io ti dichiaro dentro una tv
che io da te non ho voluto amore
volevo solo scomparire in un abbraccio
confondermi con te.

Nessun commento:

Posta un commento