Regola numero uno: non si sceglie un libro dal titolo. E neanche dalla copertina. Ma se la somma dei due fattori dà questo risultato, forse un'eccezione alla regola si può anche fare.Intestazione (falsamente?) stucchevole sull'immagine di una ragazzina diafana con occhialoni da "alternativa"... Esattamente quella che avrei voluto essere io se solo alla sua età avessi avuto una vaga idea di cosa significasse.
Perché Leda (la protagonista) guarda il mondo con l'ostinazione dell'innocenza di una bambina ma insieme la disillusa consapevolezza dell'adulta che sta diventando. Cosa che se davvero si potesse ragionare come lei alla sua età, sai quante cose sarebbero diverse nella (mia) vita...
Forse è assurdo credere che si possa essere così cinici e lucidi a sei anni. O forse ad essere davvero "diversi" si sviluppano dei poteri che ti fanno capire cose del mondo assolutamente insospettabili per il resto degli esseri che vi appartengono. Un'autodifesa per poter continuare a vivere nel tuo universo protetto e sperare che quello in cui dovrai entrare non sia poi così cattivo come promette di essere.
Non sarebbe bello se funzionasse davvero in questo modo? Se si affrontassero anche le cose più tragiche con la disarmante onestà di chi non capisce bene di cosa si tratta e ne tira fuori - in modo egoistico e allo stesso tempo stupendo - il lato puro del semplice accadere delle cose?
"... Quando dico noia non intendo dire ozio, come fanno tutti confondendo, e neppure un'attitudine o una condizione che le persone sane devono saper accettare, come sostengono alcuni psichiatri. Intendo la noia vera, senza sfumature. Quella di cui si può disporre in una forma soltanto. Mortale. E anche qui, non mortale come la morte definitiva, solenne e purificatrice, doverosa, ultima. Mortale come la morte di chi continua a vivere. La mia mente, non riuscendo ad esercitarsi, era paralizzata, e quindi morta, dentro qualcosa che fuori continuava a vivere."
PS: Non so niente della scrittrice, se non che ha la capacità di usare poche, semplici parole sbagliate per descrivere esattamente lo spirito delle cose e quelle sensazioni che neanche il discorso più pomposo riesce a spiegare.
... E che - almeno a quanto riportato nella quarta di copertina - mi ha rubato la biografia che vorrei!
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