E come i giorni in cui c'hai addosso solo il tuo splendore. Quelli in cui tu non lo capisci mica che sei così. E ti aggiri come un re nudo, come se niente fosse, mentre gli altri ti urlano tutto intorno quanto sei abbagliante.
Forse un po' te ne accorgi, ma hai un personaggio da portare avanti. Aspetti le gallerie per vederti piangere nel finestrino e poi ti scopri sorridere. Hai trovato nuovi modi per tenerti il mondo fuori ma poi quello ti rientra dalla bocca. E nel rosso c'è imbarazzo e curiosità. Nelle lacrime solo tanta serenità, per una volta.
Ce la fai a ricordarti che sai essere anche così? Se l'altra volta è andata come sappiamo, non è detto che il copione sia destinato a ripetersi uguale, anche quando le premesse ci sono tutte.
I titoli nascono dalle frasi che dici per caso e le scene si costruiscono in prova. Non ci credi ancora?
Oggi è troppo facile ritrovarsi e non abbastanza stare lontani. Ci siamo creati troppe possibilità e abbiamo aumentato la nostra incapacità di decidere. O la nostra abilità a star male dove stiamo.
La realtà dei nostri giorni è quello che ci raccontiamo la mattina dopo. Tutto sta in quanto siamo bravi ad inventarci i nostri mondi per continuare a viverci dentro.
Basta un sorso d'acqua per ritornare alla realtà? O finisce che poi non ci sappiamo proprio più uscire dal nostro fantastico?
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