sabato 18 dicembre 2010

the decemberists - the king is dead

Sono abbagliata.
Dal sole che mi scaraventi contro le finestre e da questo cd perfettamente perfetto per quell'unico attimo in cui saprà esserlo.
La deriva country dei decemberists scaricata prima del tempo legale. Che lo so che non si fa, ma tanto poi saremo tra i pochi rimasti a comprarci il cd originale. E tu puoi anche essere lì fuori ad aspettarmi sotto la neve, ma è passato il momento in cui io avevo voglia di aspettarmi qualcosa.
Ci si secca la gola nella polvere arida del soffio caldo di armonica. E l'acustica ritmata della chitarra è lo stesso motivo che ci spinge nel nostro viaggio tra i ghiacci verso nord. Perché tutte le strade portano a roma, ma oggi lo fanno su binari perfetti che seguiamo in diligente processione per non bagnarci le nostre scarpe bucate.
Stiamo rallentando mentre il clamore dei nostri giorni lascia spazio alla banalità di un oggi di cui non facciamo parte e di cui non vogliamo sapere più nulla. Non possiamo offrirci quotidianità quando l'unica cosa possibile era prenderci e portarci dove non siamo mai stati e dove mai saremmo potuti andare.
Conosco un posto in cui la notte non si spegne. Dove potremo ascoltarci anche se non avremo niente da dirci. E non ci rinfacceremo i passati di cui non abbiamo fatto parte.
Ma troppe cose negli occhi non posso farcele stare. Ho bisogno di dormire e che tu mi guardi mentre lo faccio.
Ero dietro di te e non ti sei girato.
Ma posso venire ad incontrarti, se mi terrai il posto vuoto al tuo fianco e continueremo a guardare avanti, insieme.

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