Ora, forse mi sbaglio io, ma credo che non funzioni proprio così.
Che non si possa vivere tutto questo per poi ripiombarsi addosso come se niente fosse. Senza preavviso, senza reti di sostegno, senza senso in una giornata di inverno.
Penso che non sia giusto. Ecco.
Penso solo questo: che non sia giusto.
Perché quando si è in fuga si può portare con sé solo qualcosa che non ha peso. La musica, per esempio. O la propria solitudine.
Che poi forse sono la stessa cosa fino a quando non ne incontri un'altra con cui incastrarti. Con cui sincronizzarti danzando sulle tue stesse note. Con cui rompere il silenzio di questo tempo.
Siamo andati nel posto dove le tende si riempiono di lucine natalizie. Dove la gente ha la testa grossa e le fiabe sono calamite da attaccare alla propria vita. Sperando che poi restino su, tra l'altro.
Siamo andati fino a lì, dicevo. Ma per vederlo bastava restare qui. Spegnere la luce e guardarsi dentro.
Un giorno non troppo lontano. Qualche tempo fa.
E torni così.
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