domenica 9 dicembre 2012

tomas saraceno | on space time foam | hangar bicocca

Ho visto i fiori sbocciare sugli specchi. Ed ho visto le stelline impazzire frenetiche sopra la mia testa.
Ho visto le guide alpine emozionarsi per una struttura galleggiante. Ed ho visto nei loro occhi l'immagine delle montagne bianche che hanno comunque sempre dentro. Come un secondo sguardo che ti passa oltre e illumina il viso.
Quella roba pulita precipitata dal cielo ci ha purificato dai pensieri dei grandi. E ora facciamo cose senza vergogna, ridendo con gli sconosciuti come ci hanno insegnato a non fare più. E ora ci arrampichiamo sulle bolle di sapone, ridendo con noi stessi come avevamo imparato a non fare più.
Così ho comprato una penna a sfera per scrivere a fondo su un foglio i miei pensieri. Per vedere le parole immergersi nel solco.
E dall'altra parte sentire l'amore con le dita.
Toccare la vita in rilievo.
Non ce lo aspettavamo, ma anche questa volta è finita come la luce che porti dentro il tuo nome. Perché basta rinchiuderci in una scatola quadrata per capire come siamo tutti collegati. Il problema è solo avere la voglia di entrarci nello stesso momento, uscendo da noi.
La lezione di questi giorni è che non basta esserci: dobbiamo iniziare a sperimentare il mondo solo nelle sensazioni dell'altro.
Per vivere l'innocenza di ogni singolo istante.
Ed avere gli occhi che brillano.
Per le nostre montagne fluttuanti.

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