domenica 21 aprile 2013

afterhours | factory milano | 19.04.13

Basta distrarsi due minuti e non è vero che le cose cambiano. Tornano semplicemente quelle di prima.
Rischiare è tutt'altra cosa e io sono stanca dei miei gesti romantici che potrebbero migliorare il mondo invece poi me li pago sempre tutti.
Si è in due, lo so. Perché a volte me lo dimentico?
L'urlo è in tutto quello che faccio e in quello che evito di fare. È nella prima cosa che vedi di me e mi è tutto intorno. L'urlo è nei sentieri già tracciati delle mie guance, nei binari, nei caffé del mattino che condizionano la giornata.
L'urlo oggi è bianco. E sono loro.
Qui c'è troppa gente e troppa musica. Tutto rimbalza dentro le pareti così che ora è solo il muro di suono a starmi addosso. E il tempo. Non la tua bocca e neanche le tue dita esperte di me.
Mi porto a letto i miei pensieri splendidi e la superficie della mia pelle intatta.
Prima di dormire, un ripasso alle vostre voci.
Poi un minuto su di te.
A seguire perplessità.

Sai quando tornerai io sarò già vi | senza un'idea  | vendendo roba tua | riciclandomi | restando vivo | Imparare a barare e sembrare più vero | due miserie in un corpo solo | C'è solo sangue | solo sangue dentro me | c''è solo sangue | quando sai che sei fedele | a quello in cui non credi più

1 commento:

  1. Non è possibile riprodurre la potenza dei grandi spazi in questo locale contornato di pioggia e il sold out probabilmente era almeno 100 biglietti in meno. Si torna a sudare che basta un respiro e la scaletta è una sorpresa anche per il mio essere sotto il loro palco che ha i contorni della dipendenza.
    Così non importa la qualità del suono. Non importa che ci facciamo dare lezioni di vita dai testi delle canzoni. Non importa il fango sulle scarpe e non importa che oggi è oggi e comunque vada sarà un fallimento.
    Ode agli After.
    Per sempre ode.

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