sabato 18 maggio 2013

kike maillo | eva

Oltre la porta c'è il sollievo. Ed un giardino pieno di lucciole.
Oltre la porta ci sono di nuovo solo io. Soggetto singolare, tempo indefinito, lungo piano cinematografico.
Fermo immagine di una settimana di lotta continua. Contro i miei cambi di umore, i messaggi di posta elettronica, il mio amare acritico e le tue lacrime che non dobbiamo farle vedere però poi ci sono e anche da qui mi fanno male al pensiero.
Abbiamo preparato il terreno. E i semi ce li mettiamo anche nelle torte così che poi i fiori ci spuntano nella pancia, oltre che sui muri di casa. Arriveremo sconvolti all'estate e ci troveranno tra le mani di sconosciuti che non vorremmo incontrare mai. Con i nostri occhi che si vergognano, i vestiti umidi e le guance stropicciate. Ma in qualche modo, vagamente divertiti.
Forse per stare meglio dovremmo solo abbassare il livello emotivo. Fingerci generosi per non concedere niente di noi. Perdere la capacità di un abbraccio. Amare a scopo limitato per non rinunciare a niente e non farci intralciare la vita.
Io quando me ne vado non c'è nessuno che mi corre dietro. Io quando mi nascondo non c'è nessuno che mi viene a scovare.
Per chi ho creduto lo meritasse, sono sempre stata sua. Ora dovrei raccattare tutti i miei pezzettini lasciati dentro gli altri per  riempire gli spazi di chi non ho avuto mai.
Resto nella mia quiete - che è tutto tranne che indifferenza - in attesa dal raggio di sole che rimetterà in moto questa stagione perduta.
Avrei solo una domanda.
Tu cosa vedi quando chiudi gli occhi?

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