Sei il mio lato insensibile, che non perdona l'ambiguità.
Se il mio promemoria infallibile, che riesuma anche i ricordi più neri. Quelli che la mia mente cancella per uno strano sistema di autoregolazione e poi sembra che si siano persi soltanto i nostri fiori.
Sei l'abbraccio che mi nasconde e la confidenza che mi confonde. Sei questo maggio che lotta contro se stesso e contro l'arcobaleno e sei tutta l'aria che si muove nel tuo passare altrove. Tremore.
Sei la facilità di non incontrarci che tiene in omeostasi i nostri universi vitali e sei la distruzione creativa del nostro ritrovarci. Sei il mare che mangio, tutto quello che c'è da bere e quel qualcosa di diverso nel mondo quando noi due siamo insieme.
Sei le strategie che non servono a nulla ed il nostro continuo perderci, ma sempre con del metodo. Sei il giorno che sembra uno come tanti e invece si potrebbe festeggiare qualunque cosa e nessuna in particolare. Sei nei regali inutili, negli scatti famelici, nei canini luccicanti e nelle questioni di senso.
Sei quello che accade nel tuo tempo presente.
L'eterno compagno di te stesso.
Sei questa musica che grazie al cielo.
Sei in questa musica. E grazie al cielo.
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