Sei tu che rendi tutto possibile. Perché io questo non l'avrei mai creduto.
Di stare a teatro, forse. O forse nella migliore scampagnata che possa immaginare. Coperta, panino, gonna corta, sconosciuti da conoscere o da inventare. Poi come sole questa musica che mi sale l'animo agli occhi - la bellezza semplice del nostro stare insieme - prima di qualsiasi altra cosa possa arrivare dal cervello.
Prima.
E poi tutti giù per terra.
Sei tu che rendi tutto possibile. E provi a salvarmi dal disfattismo congenito e dalle mie canzoni troppo tristi. Dal pulito ossessivo e dai messaggi inaspettati che forse è meglio che non ricompari mai, perché poi mi disordini le vacanze e io quest'anno ho già deluso abbastanza profeti. Non voglio farlo anche con te.
Ci buttiamo nei tubi perché siamo topi in fuga. Dai fantasmi che ci tengono occupato il letto o da quelli che girano imprevedibili per le vie del centro. Lasciamoli indietro e - se proprio ci deve essere un vincitore - che almeno sia la verità.
Perché io qui c'ho vissuto ma l'ho capito solo ora cosa significa.
Poi forse hai ragione tu: un giorno capiterà e sarà gioia e luce come questo istante.
Così, come sai tu. Trasformami in un personaggio.
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