Ho sognato di essere in una stanza.
E poi in quella stanza mi sono inchinata. Mi sono accartocciata. Finché alla fine non era neanche più teatro.
Ho sentito l'acqua salire, togliermi il respiro e colare dagli occhi in gocce nere e dense. Ho avuto i pensieri intrisi di paure, di sussurri vicini come ombre. E tra le dita la terra - ogni volta sempre più terra.
Questa voce, incastrata nel corpo di una bambina per sempre. Queste mani, che ancora e ancora vogliono toccare esplorare penetrare e lasciarsi assorbire. E saranno le ultime a non arrendersi. A cercare l'aria ed il cielo salendo salendo fino all'arrivo della fine.
C'è chi si è addirittura inventato un principe che l'avrebbe salvata con un bacio. Mentre lei è ancora lì. Che labbra su labbra sono sempre e solo l'inizio della maledizione. Della mia.
Ho iniziato la conta dei giorni prima del tempo. Tanto non lo so dire dove sono quando sono persa nei miei pensieri dietro di te.
[uno_due_tre_quattro_cinque_sei_sette]
Ma quando si è morti, poi si è morti per davvero?
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Ci hanno messo le parole dentro.
RispondiEliminaCi hanno fatto uscire dalla realtà ed entrare nella fiaba. E viceversa.
E poi ne hanno cancellato i confini.
E il tuo sguardo illuminato alla fine diceva tutto.
g.