lunedì 7 ottobre 2013

enrico remmert | strade bianche

Tutte le tue cose appoggiate per terra facevano disegni strani sul muro. Tutte le tue cose in valigia. Le date che coincidono. Le partenze e poi qualcuno che a volte ritorna.
Le case in cui non ho più saputo entrare. Le non risposte ai messaggi e poi i silenzi, che sono sempre degli spazi in cui si perdono le parole che non si possono dire.
La burocrazia degli uffici pubblici. Il tempo che hai calcolato per cambiarti la vita. Ed infine le economie di scala del mio amore cucite insieme per combattere le coincidenze e le distanze.
Ti auguro di correre. Di dormire dove fa più caldo. Di perdere il sole e di pescare respiri. Di intrappolare le storie nelle ciglia. E di accoccolarti nella tua solitudine. Poi ti auguro di pensare pensieri bianchissimi, da non riuscire neanche ad esprimerli. Di stupirti delle montagne, delle stelle e delle tempeste. Ma soprattutto - sempre e in qualsiasi momento - ti auguro di meravigliarti di te.

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