martedì 12 novembre 2013

appino | arci bellezza milano | 08.11.2013

Mi sono chiesta se le feste dei morti servono anche a celebrare i delitti per vivere. Se le parole corte aiutano i discorsi e se le chitarre acustiche possono fare quel suono lì. Sempre rock.
Mi sono messa addosso un cappuccio rosso per attirare i lupi cattivi. E ti ho aspettato per tutto questo tempo, vagando nel bosco e raccogliendo barattoli di silenzi e di risate da lasciare nelle case degli altri.
Ho fatto finta che i giorni non stessero mica passando. E che l'intrinseca debolezza drammaturgica dei miei dialoghi solitari non diventasse polvere alla luce del sole. Alla luce di te.
Ora che potresti tornare, giuro che ti scrivo, ti tocco e ti faccio danzare. Con il nostro stare insieme che produce un rumore costante che è come vento quando si è in bilico sul mondo. Per questo ci rimproverano ai concerti anche se non parliamo. Per questo dormiamo a lungo nella culla di questo morbido brusio. Tanto il mondo cambia colore anche senza di noi. E allora forse è solo una questione di muscoli: se ti alleni, ti tengono su. Tutto molto semplice.
E se sei su, puoi lasciare andare.
E se lasci andare, puoi andare ancora avanti.

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