Ho l'impressione di saper cambiare la giornata delle persone, a volte. Quelle che sono corpo, massa e vortice di idee incontrollabili. Troppo veloci per fissarle in un pensiero razionale ma abbastanza lente per dar loro la possibilità di una scelta diversa.
Ho sviluppato questa capacità di sorridere, di ascoltare, di azzerare i conti della mia solitudine e di fare proposte senza prestare attenzione alle conseguenze. Tra dei infetti ed esistenze contagiate. Uno spazio di leggerezza che è come l'eco del silenzio. Oppure un rumore sottile che arriva dal centro del cervello e diventa come un urlo sotto la superficie della mia risata.
Che non saresti venuto l'avevamo capito. Ben altra cosa è però la cortesia. O la sensazione che fa l'assenza della sensazione di te.
Cercheremo di non pensarci troppo in queste giornate che ci piangono addosso.
Perché siamo grandi: dobbiamo accettare in modo totale quello che significa, inevitabilmente, essere nient'altro che noi stessi.
"un dio così umano da fare tenerezza, che non cerca il bene, che non combatte il male e finalmente si arrende alla bellezza della vita"
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