martedì 4 marzo 2014

le luci della centrale elettrica | costellazioni

Questa forma economica di tossicodipendenza che scorre nelle vene. Composizione solida nel sangue con le dita che mordono fameliche i vestiti.
Mi muovo a scatti. E se riesci ad unire i puntini, puoi provare a comporre il mio profilo. Disegnarmi addosso un cigno un lupo un elefante ed avere sempre ragione. Sfiorarmi e leggere i messaggi in sovrimpressione sulle mie braccia. Ne ho raccolti un po' nell'attesa di trovarti - lo sai? - e forse si tratta solo di affrontare la vita come una festa. Tenere la musica alta contro questo muro del pianto di gomma piuma. Così che posso continuare a credere di farmi del male sbattendoci contro. Così che se mi ci appoggio mi ci posso addormentare. E da qui, molto più semplicemente, iniziare a dimenticare tutto.
Perché forse si tratta di questo - di sommare domani a domani in forma di pagine bianche. A me che non è mai venuto troppo bene e in questo via vai sono l'unica a restare in questa casa.
Anelando un messaggio quando ho fame di biocomunicazione. Costruendo rapporti d'amore con la mia solitudine.
E in questi giorni di corsa a piedi sciolti nella nebbia.
Fortunatamente - penso - non c'è alternativa al mio futuro.

forse si tratta di fabbricare quello che verrà
con materiali fragili e preziosi
senza sapere come si fa

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