venerdì 27 giugno 2014

arcade fire | villafranca di verona | 24.06.2014

Questa giornata potrebbe parlare di tutto il tempo che ho avuto per immaginare come sarebbe stata. Raccontare dell'attesa, dei balli solitari in un universo silenzioso, di sensazioni mutevoli ed eterne e del mio rapporto con la musica e con le previsioni del tempo.
Potrebbe parlare di paura, di incontri e di aspettative. E poi di tutto quello che riesco a metterci dentro, io, in una sequenza progressiva di date che diventano mesi e poi futuro e poi oggi.
E poi un istante. Uno soltanto. Ed il mondo si frantuma in pezzetti di carta colorata che ci precipitano addosso. Profezia di tempesta senza acqua. Affoga le menti e cola nelle gambe diventando puro movimento. Ed intensa leggerezza.
È l'abbandono costante ai continui attimi di presente. Quelli che alla fine hanno sempre la cosa migliore da darti. Oppure da dirti.
Mentre racconto una storia che ancora un po' ed inizio a crederci pure io. Mentre mi piovono ancora contro frammenti di questa data che siamo io e te e questo sole e quello che rimane nei luoghi quando l'amore se ne va.
Questa giornata potrebbe parlare di tutto quello che è stato.
Potrebbe. Ma io non posso sentirla.
Perché sono troppo impegnata a stare sotto i coriandoli.
E ad abbracciare l'adesso.

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