lunedì 21 luglio 2014

emma ruth rundle | some heavy ocean

È veramente possibile sentire l'assenza di una cosa che non è stata mai? Ce la si fa davvero a proteggersi in questo modo oppure riesce solo a te e quando arriveranno le lacrime mi scioglierò al sole, io, che sono fatta di musica e zucchero?
Ho messo in campo le mie strategie più collaudate quindi non può che esserci una sconfitta splendente. E - ancora per un po' - gli echi possenti della battaglia che sempre risuona nel mio petto.
Sinceramente? Potevi giocartela meglio pure tu. E invece siamo sempre qui a scivolare dalla porta di servizio. Silenziosi, come felini ammaestrati. Ben attenti a non sporcare questa assenza di suono che è di panna montata.
Quello a cui ho creduto, era tutto nella mia testa. E nelle mie labbra. Poi in generale c'è sempre troppa vita oltre i finestrini dei treni e ci sono troppe parole che come pacchi dono vengono recapitate ai destinatari sbagliati.
Ma questa volta no. Ti guardo da lontano, immobile come te.
Ad aspettare la mancanza del nulla.

quando finalmente ti svegli e ti accorgi che non è un sogno. Solo una cosa rimane da fare: sedersi e scoppiare a piangere. Perché tutto quello che ti sta succedendo attorno, in fondo, lo hai voluto soltanto tu.

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