È veramente possibile sentire l'assenza di una cosa che non è stata mai? Ce la si fa davvero a proteggersi in questo modo oppure riesce solo a te e quando arriveranno le lacrime mi scioglierò al sole, io, che sono fatta di musica e zucchero?
Ho messo in campo le mie strategie più collaudate quindi non può che esserci una sconfitta splendente. E - ancora per un po' - gli echi possenti della battaglia che sempre risuona nel mio petto.
Sinceramente? Potevi giocartela meglio pure tu. E invece siamo sempre qui a scivolare dalla porta di servizio. Silenziosi, come felini ammaestrati. Ben attenti a non sporcare questa assenza di suono che è di panna montata.
Quello a cui ho creduto, era tutto nella mia testa. E nelle mie labbra. Poi in generale c'è sempre troppa vita oltre i finestrini dei treni e ci sono troppe parole che come pacchi dono vengono recapitate ai destinatari sbagliati.
Ma questa volta no. Ti guardo da lontano, immobile come te.
Ad aspettare la mancanza del nulla.
E quando finalmente ti svegli e ti accorgi che non è un sogno. Solo una cosa rimane da fare: sedersi e scoppiare a piangere. Perché tutto quello che ti sta succedendo attorno, in fondo, lo hai voluto soltanto tu.
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