La mia coperta di questa notte è fatta di tristezza e di serenità.
Non so come sia possibile ma mi ci accoccolo dentro e dormo - incredibilmente dormo. Abitudine dimenticata di un sonno protettore. Ricarica talmente necessaria che poi, quando riapro gli occhi, ad aspettarmi c'è solo un grande attimo di completo smarrimento. Un presente di passaggio in cui il sonno ci prova ancora a proteggermi e tu, per quel momento lì, nella mia vita non ci sei.
Ma è tutto troppo veloce per dirti come potrebbe essere. O forse non ci voglio neanche pensare perché tecnicamente - ora - sarebbe come ragionare sulle lucciole in inverno. Sarebbe vivere nel futuro, come fai tu, mentre io indosso tagli e lividi dai colori cangianti pur di stare attaccata qui. A questo nostro tempo di durata variabile che per una volta mi sembra quasi più facile arrendercisi, piuttosto che opporre tutta la resistenza di cui siamo capaci.
Io non lo so se le persone sono fatte per andarci da qualche parte o solo per assaporare forte tutta la strada fatta insieme. So però che non ho voglia che mi manchi prima che tu te ne vada davvero. So anche che sì, probabilmente ci starò male, ma almeno sarà per qualcosa che è stato.
Per quanto mi riguarda, quindi, non importa se domani ci vediamo oppure no. L'importante è che ci frughiamo negli occhi adesso ora e anche in questo istante.
Io. Voglio arrivare a sentirci.
c'è da qualche parte un universo dove non si muore mai | e non lo troveremo sai, ma ci resta il viaggio | ci restano i sogni, la fame, la sete | la voglia di qualcosa di diverso
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