Sì. Sono andata a vedere (ancora) le luci della centrale elettrica. Vestite a rock, che ce n'era bisogno. E adornate del pensiero di te.
Dovevo portarmi in qualche posto bello, sai. E quest'altra prima fila credo possa esserlo. Da qui guardo la musica. E da qui ti scrivo una frase che ho pensato solo per te. Chissà se ti arriva lo stesso ora che attorno è tutto ovatta e assenza di parole. Oppure mi si accoccola nella testa e lì finisce per restare insieme agli altri oggetti dimenticati sopra la luna.
Di tutto questo tempo, non te ne fai proprio niente. Ma poi è un po' come chiedermene ancora e sono di nuovo qui a cercare di distrarmi da te. Mentre qualcuno torna dall'estero e qualcun altro compra biglietti per andarci in quello esattamente opposto.
Forse basta dormire e i giorni passano. Io la smetto di guardare il silenzio e la mia solitudine si sfibra in fiocchi sottili che si adagiano sull'asfalto che farò rifare. Sai che lo farò. Perché la neve non basta.
Nessuno se ne preoccupa. Ma è un po' come ti ho detto.
Per rendere le cose belle. Proprio no.
La neve non basta.
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