C'è un lago adagiato sul mio petto che mi disseta la notte. Sorgente di madre ignota, a pensarci bene è il posto migliore in cui potresti venire ad affogare - all'ombra del mio seno tra i tonfi sordi di questo cuore.
Non basta l'aria calda delle tue telefonate notturne per prosciugarlo. E neppure i tuoi messaggini lanciati nell'oscuro iperspazio come esperimento ultimo di ripresa. Non me ne faccio niente. Né di questo, né di tutto il tuo affetto mai richiesto.
Forse hai ragione e ci sono sempre tre scelte: andare avanti, fermarci, ma anche tornare indietro. Le abbiamo in qualsiasi momento ma a pensarci sempre impazziremmo di possibilità e paura di provarci. Quindi non lo facciamo mai.
Così nella sottrazione di questi troppi giorni basta una strada di corsa una maglia pulita un'immagine dall'alto un suono infinito. Oppure te.
Ma c'è sempre qualcosa di bello nella vita che valga la pena mettere sul proprio corpo.
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