domenica 27 marzo 2016

francesco motta | la fine dei vent'anni

Vorrei correre più veloce, ma non ce la faccio. Allora punto sulla resistenza.
Vorrei potertelo dire, come ho sempre fatto. Ma parlarne lo renderebbe troppo vero e io non voglio crederci. E tu, comunque, non approveresti.
Allora sogno, almeno da lì posso incontrare le persone che ho perso. E forse non ne ho bisogno, perché come posso condividere quello che non riesco neppure a comprendere?
Siamo partiti da lontano per arrivare ad essere contenti. Ma poi ci basta un giorno per schiantarci e io posso solo provare a perdonare me stessa - perché nessun altro condonerà i miei errori - ma non posso continuare a perdonare te.
Quando si è più di uno, ci sono troppe incognite e fattori non controllabili. Ma alla fine ci rivedremo, lo so, sto solo aspettando.
Sto aspettando perché sono preoccupata, ma ci sto lavorando.
Ora lo so: non mi interessa più stare male.
Quindi educatamente, con un po' di tristezza.
Quando non ce la faccio più.
In silenzio, senza fare rumore.
Vado via.

sarebbe bello finire così
lasciare tutto e godersi l'inganno, ogni volta
la magia della noia
del tempo che passa la felicità.

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