sabato 31 luglio 2010

arcade fire - the suburbs (album)

Ho aggiunto alle mie esperienze musicali più o meno reiterabili un cd ed un concerto. 2 agosto e 2 settembre, per mettere dei segni sul calendario. E anche se questo terzo lavoro non è all'altezza dei precedenti, mi sa che poi ci commuoveremo davvero quando vedremo la coppia canadese farceli dal vivo i pezzoni che ci hanno rapito dal passato.
Rimane l'impianto epico e gli archi a dirotto, così come la batteria ossessiva che picchi con rabbia il palmo contro qualcosa di duro per stare al tempo. La mano che se me l'appoggi sulla fronte riesci a toccarti, toccandomi i pensieri che premono lì dentro.
Adoro gli album imponenti e rotondi. Li metti su e ti avvolgono in qualcos'altro: roba da folli, ma ci si sente protetti. E proprio non ce la puoi fare - a selezionare la modalità random - senza far crollare il mondo che ti ritrovi addosso. Fantasie di discorsi coerenti, che forse avremmo preferito più essenziali. Sottile differenza tra tanto e troppo: invoco la precarietà di una frase lasciata in sospeso, la fatica e la sorpresa di quello che sarà.
Se mi senti cercarti un'abitudine, non sono io. Non è quella cosa lì quando ti guardo negli occhi e stiamo facendo l'amore. Hai imparato che basta lo spazio ristretto della tua macchina per provare qualcosa che mi sembra felicità. O forse la confondo per tale. Ma magari anche no.
Sarò confusa ma ho un valido motivo: di mezzo ci siamo noi.
Come puoi chiederci di accontentarmi?

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