La mia leggerezza ha un peso specifico importante. Inversamente proporzionale al mio tentativo di raggiungerla ed al mio pensiero costante su di essa.
Cantiere aperto per grande opera al servizio di pochi. Capelli puliti e vinili da collezione.
Quindi - nel caso non l'avessi capito - quel sorriso non era per te, occhi di miele appiccicoso: puoi ridarmelo indietro per favore?
Poi, già che ci sei, cerca di restituirmi almeno parte delle parole dai volumi alti che ho sprecato in argomenti che ti riguardavano. Qualche lacrima senza zucchero e tutti i cibi che lo stomaco non ha potuto accettare per non essere distratto dall'impossibile digestione di te.
Poi siamo a posto così. Mi accontenterò di questo.
Di mandarti un messaggio di assenza squilibrata da questa serata che ha sbagliato i tempi. E potrebbe essere in qualsiasi momento da ora a 5 anni fa. E avrebbe potuto non essere mai.
In fondo abiti nella stessa casa, mi metti sempre su i dischi e cerchi ancora di darmi una birra da bere. Come se non lo avessi ancora capito. Come se tu lo avessi sempre saputo che alla fine in qualche modo lo avremmo trovato un equilibrio per farcela. Con te che su di me hai troppe informazioni che non ti ho dato. Ed io che - nello stile che mi contraddistingue - anche quando ti parlo mi tengo il silenzio di te.
Sospensione tesa fino allo stremo per godere davvero dell'esplosione.
Questa sera ho un vago bisogno di te.
Focaccia lambrusco e formaggio.
In questa solita sera.
Senza te.
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