Oggi vado a correre.
Ci vado perché c'è questo disco su cui festeggiare. Come quando eravamo insieme e chissà a quale concerto stavamo andando. Come ora, che dalle nostre pance piene di musica spuntano in qualche modo delle vite nuove. Ed è terribilmente fantastico.
Ci vado perché se vado a quest'ora poi in giro c'è così poca gente che posso anche chiudere gli occhi ed immaginare di non cadere mai. Oggi che la mia mente vuole sbattermi a terra e lo sa che leggo libri pericolosi ma, sinceramente, contavo in un minimo di sostegno - almeno da te.
Ci vado perché nel posto in cui vado io c'è un punto in cui posso pensare a quanto è bello e a come tutto esista anche senza di me. Anche senza che ci sia io lì a guardare. Correndo.
Ci vado perché mi hanno dato un palloncino difettoso, che preferiva al cielo la mia mano. Ci vado perché se no sto qui ad aspettare un suono e ci vado anche perché lì vincono le mie gambe e si perde il mio respiro.
Che poi uno può anche star qui a trovarci mille motivi, ma alla fine resta il gesto. Solo quello.
Allora mi alleno per la prossima destinazione passeggera.
Vado a correre.
Oggi.
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